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Maggio 2012

La forza non è uguale per tutti

In questi anni ho notato che la quasi totalità degli atleti con cui ho lavorato,indipendentemente dallo sport praticato,svolgevano con i loro precedenti allenatori,cicli di allenamento per l'incremento della forza costruiti sulle percentuali di carico calcolate sul massimale ( 1 RM ).Mi riferisco a ciclisti,nuotatori,canottieri,tennisti,marzialisti,pugili ecc. Si rendeva quindi necessario un periodo di lavoro,solitamente una settimana ( ? ) ,in cui l'atleta si doveva dedicare alla ricerca del proprio massimale sui vari esercizi in modo da ricavare le varie percentuali da utilizzare in allenamento. Il principio della % di carico sul 1 RM,non può essere applicato a tipologie di atleti che praticano attività sportive diverse dalle discipline di forza e potenza ( powerlifting,sollevamento olimpico,lanci nell'atletica).L'allenamento per la forza ha valenza se basato sulla determinazione del carico necessario per eseguire il numero di ripetizioni atte a sviluppare questa qualità.Se il range ottimale per sviluppare la forza è 3/6 reps,dovrò applicare un carico che consente all'atleta di eseguire questo numero di reps.Seguendo il principio del 1 RM,così come applicato nelle discipline di forza,dovremmo utilizzare circa l'85% per eseguire 4/5 reps. Bene,ho notato che alcuni ciclisti dilettanti,una volta trovato il massimale sulla pressa,con l'85% di tale carico,arrivavano a eseguire anche più di 25 reps;stessa cosa,in varia misura,si verificava con atleti "specializzati" sulla forza resistente,o meglio,sulla forza aerobica.Gli atleti di endurance in particolare,non possono dedicare mesi di preparazione per sviluppare la forza massima sui gruppi muscolari maggiormente impiegati nella loro disciplina sportiva.Questo,chiaramente,limita l'espressione del massimo potenziale di contrazione sull'alzata singola,così come limita l'acquisizione di una tecnica d'esecuzione efficace e soprattutto sicura.Ritengo sia una perdita di tempo e un rischio notevole,far eseguire ad un atleta di resistenza,all'inizio del periodo dedicato allo sviluppo della forza,prove di alzate singole negli esercizi fondamentali,per determinare le % di carico da utilizzare. Ricordo che,anche per quanto riguarda un sollevatore,le reps eseguite alle varie percentuali,cambiano notevolmente con l'anzianità di allenamento,e all'aumentare del proprio record sull'alzata singola.Così come variazioni notevoli dipendono dal gruppo muscolare che alleniamo,dal sesso e dal prevalente tipo di fibra ( lenta o veloce ) che compone la struttura muscolare del soggetto.Inoltre,nelle attività in cui si esprimono elevati livelli di potenza ed esplosività,come nella lotta o nello judo,occorre tener conto del contesto metabolico in cui si esprime l'azione ( elevati livelli di lattato,frequenza cardiaca oltre soglia,stress emotivo ).Dovremo quindi abituare l'atleta a sviluppare forza e potenza in condizioni fisiche tipiche della specialità praticata,affinchè il carico spostato abbia valenza specifica.Il programma di lavoro non può quindi prescindere dal concetto di funzionalità.Non ha senso applicare principi e teorie d'allenamento sviluppate per una determinata disciplina sportiva,senza adattarle all'atleta che dobbiamo trattare e renderle funzionali alla specialità praticata.

 


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