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Maggio 2012

Dalla teoria alla pratica

L’allenamento funzionale relativo allo sport parte dall’analisi del modello di prestazione,quindi le qualità che dobbiamo sviluppare devono essere allenate non in modo generico, ma in modo “caratterizzato”, devono cioè essere sviluppate e applicate nello stesso modo e nello stesso contesto metabolico che si verifica durante la competizione.

Quindi, visto che durante un combattimento la qualità “forza” deve essere applicata in modi, tempi e situazioni diverse, i classici movimenti lineari tipici delle macchine isotoniche non possono essere considerati particolarmente utili, in quanto provocano contrazioni che mai si verificheranno durante le azioni tipiche del combattimento.

Nella ricerca dello sviluppo della forza dobbiamo trovare degli elementi di attinenza.

Quali possono essere questi elementi?

  1. Cercare movimenti che si svolgano su diversi piani spaziali utilizzando grandi gruppi muscolari (es. girate)

  2. Nei movimenti lineari (es. panca) introdurre parametri temporali entro cui finire la serie o eseguire il movimento stimolando la stabilità centrale (es. su fit ball o piani instabili)

  3. Eseguire i movimenti di forza nell’ambiente metabolico che contraddistingue la competizione (FC alla soglia – ambiente fortemente lattacido)

Naturalmente lo stesso vale quando alleniamo le capacità coordinative che, soprattutto nella fascia 15/18 anni possono subire grandi miglioramenti.

 

La programmazione prende quindi spunto dal modello di prestazione in cui si individuano tre componenti fondamentali che caratterizzano la performance durante il combattimento:

  • FORZA

  • RESISTENZA

  • CAPACITA’ LATTACIDA

 

Quello che rende il lavoro molto complesso ed interessante è che, diversamente da altre attività, negli sport da combattimento queste qualità fisiche sono estremamente interconnesse. Nell’atletica, ad esempio, le varie specialità sono contraddistinte dalla netta prevalenza di una delle tre componenti:

  • Forza (variamente espressa): lanci, corse brevi

  • Capacità lattacida: 200m, 400m, 800m

  • Resistenza: corse lunghe

 

Nel combattimento si lavora in un contesto di resistenza aerobica generale entro cui si susseguono fasi ad alta intensità con forte produzione di lattato, nelle quali si deve essere in grado di eseguire tecniche tirate con la massima potenza, il tutto in condizioni di continua perdita e recupero dell’equilibrio.

Tutto questo ci impedisce, durante la programmazione, di concentrare il lavoro sul miglioramento di una sola qualità tralasciando le altre che, dopo 9-12 giorni di de allenamento, tendono a decadere. Possiamo però, nell’ambito di un determinato ciclo di lavoro, dedicare un maggior numero di sedute alla qualità che vogliamo migliorare.

Ad esempio, in un programma settimanale che contempla 4 sedute in un ciclo di forza, dedicheremo due sedute all’allenamento di questa qualità, una alla resistenza ed una alla capacità lattacida. Le routine dovranno essere sempre variate di settimana in settimana.

Man mano che ci si avvicina al periodo agonistico il lavoro sarà sempre più simile al modello di prestazione, con un maggior numero di sedute dedicate alla capacità lattacida e utilizzando movimenti sempre più attinenti alla pratica.

Lo sviluppo delle tre capacità primarie deve avvenire attraverso l’uso di esercizi che stimolino anche tutte le capacità coordinative e neuronali: equilibrio, agilità, destrezza, reattività, coordinazione, conservando sempre la precisione nell’esecuzione del movimento.

Il fine ultimo del Functional Training è creare un atleta che sappia “condurre” il proprio corpo attraverso le più svariate situazioni spaziali, bio-meccaniche e metaboliche, senza perdere l’EFFICACIA dei suoi gesti per ottenere il massimo del rendimento.


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