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IL NOSTRO BLOG

Maggio 2012

Progresso ed evoluzione

Partiamo dalla fine e facciamolo riportando alcuni dati: all’interno della Regione Europea, vivono con il diabete 52 milioni di persone (OMS 2011). Fra il 1990 e il 2000, l’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare riscontra fra la popolazione italiana adulta una percentuale di ipertesi pari al 31% per le donne e 33% per gli uomini , una percentuale di ipercolesterolemici pari al 25% per le donne e al 21% per gli uomini e di obesi pari al 22% per le donne e al 18% per gli uomini e l’interesse della ricerca non era ancora esteso alle altre malattie cronico-degenerative associate ad abitudini indotte da uno stile di vita scorretto. Questi sono numeri sconcertanti e sono in continuo aumento(la spesa per i farmaci per le sole patologie cardiache è pari al 1,4% del prodotto interno lordo).Le cause le conosciamo ma non facciamo nulla per contrastarle, anzi, ovunque ci giriamo troviamo incoraggiamenti a consumare cibi non idonei all’alimentazione umana, a dissetarci con bevande devastanti per la nostra salute e a praticare un modello di vita lontano anni luce da quello per cui l’essere umano è predisposto.

La macchina umana per funzionare al meglio ha bisogno di essere sollecitata dal movimento. Il movimento generato dai muscoli sollecita l’apparato scheletrico, garantendo alle articolazioni la conservazione della loro mobilità , aspetto fondamentale per mantenersi efficienti in età avanzata. Le stimolazioni fisiologiche indotte dal movimento, ottimizzano le funzioni metaboliche, cardiache e polmonari, mantenendo l’organismo in un perfetto equilibrio. Attività-riposo, sonno-veglia, fame-sazietà, introito-consumo energetico, tutto si alterna in modo naturale seguendo i ritmi circadiani endogeni  stabiliti da Madre Natura.

Il progresso, così come lo intendiamo, è semplicemente una manifestazione egoica dell’ “uomo-essere superiore”e in nome di esso tutto è stato sacrificato: ambiente, clima, fauna, valori, etica, fino a chiudere il cerchio tornando di nuovo all’uomo,  che ha totalmente mortificato le sue capacità animali, che per centinaia di migliaia di anni gli anno permesso di competere con i più forti predatori del pianeta.

Arrivati a questo punto, invertire la tendenza è forse impossibile, ma ognuno di noi ha ancora la possibilità di uscire da questo ciclo involutivo, iniziando un percorso, che almeno a livello personale, ci può condurre verso una vita migliore e a un nuovo rapporto con la natura. Come dicevamo, la macchina umana ha bisogno di movimento. I nostri muscoli hanno bisogno di un’attività di un certo livello per mantenere il loro trofismo e la loro elasticità. Il corpo ha bisogno di faticare e sentire illustri scienziati che ci dicono che basta passeggiare 15’/20’ al giorno (magari in città, dove polveri sottili e gas tossici ci avvolgono nel loro caldo abbraccio), per rimanere in forma, mi lascia quantomeno perplesso. Se torniamo indietro nel tempo, all’epoca in cui l’uomo doveva procacciarsi il cibo e svolgere tutte le attività quotidiane, vediamo che la quantità di lavoro prodotto e il conseguente dispendio energetico equivale a 25/30 Km di corsa al giorno, a fronte di un introito energetico non certo paragonabile a quello spropositato che caratterizza la nostra attuale alimentazione. Nonostante ciò l’uomo di Cro Magnon, 30000-10000 anni fa, abile nel praticare la caccia in gruppo, aveva dimensioni corporee superiori alle attuali (180/190 cm),potenti masse muscolari, dentatura forte e sanissima, volume cerebrale superiore al nostro (1700 cc contro 1450cc). La qualità e la purezza del carburante che immettiamo, fanno la differenza nel rendimento del nostro motore. Proviamo a cambiare abitudini, scegliamo cibi che provengono direttamente dalla natura senza essere processati industrialmente: frutta, verdura,semi, frutta secca a guscio, olio d’oliva, uova, pesce, selvaggina, carne da animali allevati al pascolo. Proviamo a pensare come se non avessimo a disposizione conservanti chimici (nitrati, nitriti, glutammato, ecc.), scartando quindi tutti gli alimenti che li contengono. Proviamo a disintossicarci dai due micidiali “stupefacenti” che hanno modificato il senso del gusto ( anche ai nostri bimbi, che non sanno più apprezzare la dolcezza della frutta) rendendoci dipendenti da essi: sale e zucchero.

Ma soprattutto, muoviamoci ! Non è sufficiente una passeggiata, richiamiamo alla memoria gli schemi motori fondamentali dell’essere umano: correre, saltare, strisciare, rotolare, lanciare, spingere, tirare, nuotare, arrampicare. Risveglieremo sensazioni ataviche sepolte da telecomandi, ascensori, mezzi di trasporto e ritroveremo l’efficienza, la mobilità e la salute che la natura ci ha donato. Facciamolo ora e soprattutto insegnamolo alle future generazioni.


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